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La cartilagine degli squali blocca il tumore? Una falsa credenza che risale agli anni Settanta e che è servita soltanto ad ammazzare migliaia di esemplari del re degli Oceani. Oltre che ad arricchire le aziende che producono pillole di cartilagine di squalo.

Davvero lo squalo è preservato dall’insorgenza del tumore grazie alla sua preziosissima cartilagine? Vuoi vedere che proprio nel tanto temuto re degli Oceani si nasconde la formula per sconfiggere il cancro? Assolutamente no. E questa diceria è costata cara a tantissimi squali che nel mondo sono stati sterminati proprio per la loro cartilagine venduta poi a peso d’oro agli sfortunati pazienti malati di tumore che in quella “leggenda” hanno riversato soldi e speranze.

Una diceria che, come si legge nell’articolo “Ocean of Pseudoscience: Shark do get cancer” (http://scienceblogs.com/observations/2010/09/06/ocean-of-pseudoscience-sharks/ ) risale agli anni Settanta quando i ricercatori della Hopkins School of Medicine Henry Brem e Judah Folkman notarono che la cartilagine preveniva la crescita di nuovi vasi sanguigni nei tessuti. I due ricercatori quindi iniziarono a studiare la cartilagine partendo dal presupposto che se tutte le cartilagini sono prive di vasi sanguigni allora devono contenere certamente molecole o enzimi che prevengono appunto la formazione dei capillari. Scoprendo che inserendo la cartilagine dai coniglietti in animali da laboratori che presentavano già il tumore la patologia non si evolveva. Decisero poi di provare lo stesso esperimento con la cartilagine dello squalo e in effetti ottennero il medesimo risultato.

Vuoi vedere che i due ricercatori avevano trovato la soluzione per bloccare quello che a lungo è stato definito il male del secolo?

Purtroppo no, ma intanto era iniziata la mattanza degli squali. Come se ciò non bastasse per i poveri animali quelli Novanta furono anni infernali, dopo la pubblicazione del libro “Shark don’t get cancer: how shark cartilage coul save your life” che in pochissimo tempo divenne un best seller. A quel punto iniziò anche un vero e proprio business con la vendita di pillole di cartilagine di squalo con la devastante strage di tantissimi animali che venivano pescati esclusivamente per prelevare quella cartilagine che, erroneamente, si pensava fermasse il cancro.

I risultati sono stati devastanti con la pesca e l’uccisione ingiustificata di una grande quantità di squali del Nord America, ma con la cartilagine degli squali non si guariva (né oggi si guarisce) dal tumore. Una tesi confermata nel 2004 anche dagli studi condotti da un gruppo di ricercatori degli Hawai che trovarono persino forme tumorali nella cartilagine dello squalo, confutando perciò quella credenza che per oltre vent’anni aveva fatto sperare milioni di persone sterminando milioni di esemplari.

Ma i miti, si sa, faticano ad essere estirpati e ancora oggi, purtroppo, ci sono molte persone che ritengono che negli squali non si manifesti il tumore.

L’unica certezza è che il sistema immunitario degli squali è interessante e affascinante e che il suo studio aiuterà a conoscere meglio l’evoluzione dei vertebrati.


Ma ricordatevi: dal cancro neppure gli squali sono preservati!

Grazie al contributo di Novartis