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Quante volte avrete sentito la frase: “Il cancro è un male del XX secolo”. È una enorme bugia. Cellule tumorali sono state individuate anche in uno scheletro che risale a 3.000 anni fa.

C’è chi ritiene che il cancro sia una malattia moderna, un prodotto dell’uomo del Ventesimo secolo che peraltro l’aveva ribattezzato il male incurabile. Ma non è assolutamente vero. Il cancro è nato con l’uomo: gli studiosi hanno persino individuato la presenza di cellule tumorali in uno scheletro che risale a 3.000 anni fa e del tumore hanno scritto anche i medici dell’antico Egitto e dell’antica Roma.

Certamente il cancro è sempre esistito, oggi per fortuna abbiamo molti più mezzi rispetto al passato per diagnosticarlo in anticipo e soprattutto per curarlo. Rispetto ai nostri avi siamo più fortunati: abbiamo un’aspettativa di vita maggiore, ma al tempo stesso potendo vivere più a lungo c’è anche maggiore probabilità di sviluppare il tumore legato spesso all’invecchiamento cellulare.

In passato si moriva prima, quindi era più rara l’insorgenza del cancro. Fino a un secolo fa si moriva per malnutrizione o per semplici infezioni che oggi vengono debellate con un normalissimo antibiotico.

Oggi di cancro ci si ammala più frequentemente non soltanto per l’allungamento medio della vita ma anche per diversi fattori come l’alimentazione, l’inquinamento atmosferico e il vizio del fumo che purtroppo negli ultimi decenni è in aumento anche nelle donne e nei ragazzi.

Insomma, il cancro è vecchio quanto è vecchio l’uomo. Ma oggi, rispetto al passato, la scienza ha fatto passi da gigante e quel male, che fino a qualche decennio fa veniva definito incurabile, oggi per fortuna se diagnosticato in tempo può essere curato.

Gli antichi romani e gli antichi egizi non erano così fortunati.

 

Grazie al contributo di Novartis