È risaputo che il movimento è fondamentale per stare in salute. Essere fisicamente attivi è una delle dieci raccomandazioni del Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro per prevenire i tumori. Oltre a una corretta alimentazione e al mantenimento del giusto peso corporeo gli specialisti raccomandano l’importanza del movimento: “Partire da un minimo di 150 minuti di attività aerobica di intensità moderata alla settimana, cercando di aumentarla seguendo le linee guida nazionali – si legge nelle dieci raccomandazioni del World Cancer Research Fund. Praticare almeno 75 minuti alla settimana di attività fisica intensa; limitare le abitudini sedentarie (televisione, computer, telefono); evitare di stare seduti senza alzarsi per lungo tempo”.

Il movimento è importante anche quando il cancro compare, anche quando il paziente intraprende il percorso della chemioterapia e della radioterapia. Riadattato alle nuove limitazioni del corpo. Muoversi fa bene, aiuta il fisico e la mente, ma seguendo precise indicazioni. Naturalmente le terapie lasciano anche lo strascico della stanchezza, ma è utile comunque rimettersi subito in movimento. L’attività fisica stimola le difese immunitarie, riduce la tossicità e gli effetti collaterali della terapia.

È logico che non si possono praticare sport particolarmente intensi, ma discipline più dolci assolutamente sì: ottimo il nordic walking praticato nel parco e non lungo la strada provinciale, la camminata a passo veloce, il nuoto e lo yoga. Ogni occasione può essere buona per muoversi: la mattina andate a comprare il giornale a piedi, se riuscite privilegiate la scala all’ascensore, occupatevi del vostro cane portandolo a passeggio, e se la fatica non è troppa occupatevi delle piccole faccende domestiche (apparecchiare la tavola, passare la scopa, spolverare …). Naturalmente tutto va fatto a piccoli passi e se durante l’attività sportiva o la semplice attività fisica quotidiana sentite che qualche cosa non va fermatevi.

Sono gli stessi chirurghi, oncologi e radioterapisti a indicare al paziente precisi esercizi, tenendo conto del tipo di intervento al quale è stato sottoposto, al percorso radioterapico e/o chemioterapico intrapreso ed eventuale terapia ormonale che si sta seguendo.

Nella quotidianità il movimento deve essere sempre presente, anche quando il cancro è stato superato. Quelle buone abitudini a tavola e in palestra abbracciate durante la terapia devono comunque proseguire. Il movimento infatti, come dicevano gli antichi, è una toccasana non solo per il corpo ma anche per la mente perché aumenta la produzione di ormoni che riducono l’ansia e la depressione. Fate sport e muovetevi e se potete fatelo all’aria aperta. Non rimandate il vostro appuntamento quotidiano con il movimento: è quella sana abitudine che previene non solo il cancro ma anche altre serie patologie cardiocircolatorie, quella “medicina” che abbinata ai farmaci della radioterapia o della chemioterapia aiuta a sconfiggere li tumore e soprattutto quel mezzo che ci fa sentire vivi.

 


 

Grazie al contributo di Novartis